
Ufficio dei defunti 2026
23 Marzo 2026
C.R.E. 2026 – SCHILPARIO
12 Maggio 2026Il Triduo dei Morti a Schilpario 2026
17 - 18 - 19 Aprile 2026
Alcune note dal libro
"IL SACRO TRIDUO DEI MORTI A SCHILPARIO
fede, arte e tradizione"
A cura di William Sarigu, Achille Stocchi
Museo Etnografico di Schilpario
Quaderno n. 8
Il tradizionale Triduo dei Morti è un tempo di riflessione e di preghiera per le anime dei defunti in Purgatorio. Queste celebrazioni si svolgono per tre giorni, come indica il nome Triduo. Questa pratica liturgica, cominciata verso la fine del XVIII secolo.
La Celebrazione del Triduo dei Morti e la costruzione della macchina del Triduo a Schilpario risalgono al 1770 e hanno quindi compiuto nel 2020 duecentocinquanta anni.
Le commemorazioni del Triduo di Schilpario cominciano nel 1770 volute da Don Antonio Cattinelli, parroco di Schilpario per 31 anni dal 1742 al 1773.
La macchina del Triduo è quasi interamente in legno ed è una esecuzione artistica di grande pregio.
Venne costruita nel 1770 ad opera di Pietro Pizio fu Onorato di Schilpario (della famiglia Pire), lavorando su progetto di don Giovanni Albrici di Vilminore, figlio del pittore Enrico. Giovanni Albrici disegnò anche il bell’ostensorio, che serviva per il Triduo, che è andato distrutto nell'incendio della sagrestia nel 1937.
Nella parrocchia di Schilpario si conservano la maggior parte dei documenti che testimoniano lo svolgersi delle commemorazioni e i preti che officiavano le Messe. Riportiamo qui il primo documento ritrovato che risale all’anno 1799 (Figura 1) e un analogo documento del 1860 (Figura 2). Come si può notare, le celebrazioni si svolgono per una durata di tre giorni con un susseguirsi di Messe e con momenti forti che corrispondono all’accensione dell’apparato.
La predicazione, di solito affidata ai frati, verteva sul tema dei Novissimi, ossia della Morte, del Purgatorio e delle preghiere d’intercessione per le anime dei Defunti e del Paradiso. Vi partecipavano gli ex parroci e i parroci dei paesi vicini della Valle di Scalve.
Il Sacro Triduo dei Morti a Schilpario, non sempre è stato celebrato nello stesso periodo del tempo liturgico. Dal 1770 fino al 1843 i tre giorni del Triduo si tenevano durante il periodo del Carnevale tenendo come riferimento la domenica di quinquagesima, che precede di cinquanta giorni la Pasqua. Si svolgeva dalla domenica al martedì grasso, con una parentesi di alcuni anni, nei quali si svolse dal lunedì al mercoledì.
Nel 1846 venne collocato nella seconda domenica dopo Pasqua e si svolse dalla domenica al martedì fino al 1939, data in cui venne spostato definitivamente dal venerdì alla domenica. Solo per qualche anno, negli anni cinquanta si svolse dal sabato al lunedì.
La particolarità e la maestosità del Triduo di Schilpario risiedono nelle sue dimensioni e nel suo complesso sistema di illuminazione. Il manufatto scenico è fatto di legno ed è alto 10 metri e presenta una sequenza di piani, balaustre e scaloni in cui sono poste le luci di 152 candele, 214 lumini a olio e una cinquantina di lampade elettriche.
Le candele, i lumini ed i vari pezzi che compongono la macchina del Triduo sono disposti ed ordinati in Sacrestia come illustrato in Figura 3.
Nell’occasione dei tre giorni della celebrazione del Triduo dei Morti, i vari pezzi che lo compongono vengono trasportati dalla Sacrestia della Chiesa, dove rimangono ordinati e custoditi per tutto l’anno, fino all'altare...



Una funzione per i giovani
In questo 2026 si sono impegnati gli adolescenti del gruppo di Schilpario nel realizzare uno "spettacolo" di luce per. ricordare i giovani defunti.
Aspettiamo tutti voi per pregare insieme in modo meno tradizionale, ma ugualmente intenso.











